Gambero di fiume

Nome Latino Austropotamobius pallipes italicus
Famiglia Pesci e Crostacei


Il gambero di fiume è un crostaceo lungo al massimo 11 cm, con esoscheletro marrone e chele corte e tozze. È attivo prevalentemente di notte, mentre durante il giorno si rifugia sotto le pietre, tra le radici della vegetazione o in gallerie scavate nelle rive, che utilizza anche come rifugio per l’inverno.
Si nutre di animali morti, di molluschi, girini e piccoli pesci; a volte attacca anche pesci più grandi quando sono ammalati, divenendo quindi un ottimo spazzino che limita la diffusione delle malattie ittiche. L’accoppiamento avviene in autunno e le femmine portano le uova sull'addome fino all'estate.
L’accrescimento dei gamberi avviene in modo discontinuo: ad intervalli di tempo l’animale muta perdendo il rivestimento chitinoso, aumenta di volume e poi ricostituisce il nuovo tegumento.

HABITAT
Il gambero di fiume predilige risorgive, torrenti e ruscelli con acqua pulita, limpida e corrente con substrato pietroso. È presente nei corsi d’acqua dell’Italia settentrionale in area prealpina e negli affluenti minori dei fiumi di pianura e nel Parco è presente o presso piccoli corsi d’acqua della parte collinare.
Il gambero d’acqua dolce è l’unica specie autoctona in Lombardia e, un tempo molto diffuso, è oggi rarissimo a causa di diversi fattori, quali la diffusione di malattie come la “peste del gambero”, la distruzione e la modificazione dell’habitat naturale, l’introduzione di gamberi alloctoni e l’inquinamento delle acque. La specie è protetta a livello europeo.

Per gentile concessione del Parco Adda Nord



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